
Non so se chiamarlo sincronismo, ma sicuramente alcune volte ci troviamo di fronte a i dei pattern che, sebbene estremamente relativi in quanto a interpretazione, ci possono aiutare a dare una nuova prospettiva alla nostra vita o quanto meno a darci degli “insights”. Gli eventi di questa settimana mi hanno sicuramente fornito una di queste esperienze. Come molti di voi sapranno, adoro la musica, tutta, particolarmente la classica. Oltre alla bellezza delle melodie la musica mi offre infatti non solo un mezzo stupendo di connessione con l’anima , ma anche un modo per riflettere sull’impermanenza. Tutto scorre, tutto ha un inizio e una fine e la musica, la composizione musicale, ha come prima regola quella del tempo. Nota dopo nota….Eccoci ad ascoltare un concerto. Se perdiamo quell’attimo, quella breve melodia non ritorna piu’.
Quello stupore, piacere e presenza mentale che si prova ascoltando musica e’ strettamente connesso all’organo dell’udito e alla capacita’ di vivere il presente. Possiamo trovarci ad ascoltare il piu’ bel concerto del mondo , ma se siamo stressati o abbiamo qualcosa da fare non sentiamo un bel niente. Ed il concerto e’ gia’ finito: Che peccato!!
Senza quel fantastico organo che e’ lo’orecchio, non potremmo mai ascoltare quelle bellissime melodie che talvolta ci incantano come se fossimo cobra ipnotizzati dal suono del flauto magico. Onde sonore , che si schiantano nel vero senso della parola contro una membrana chiamata timpano e che grazie a una serie di eventi meccanici generati dall’incudine al martello stimolano il nostro sistema nervoso. Il suono trasformato in energia elettrochimica arriva poi nella nostra corteccia cerebrale dove integrato con altre informazione diventa finalmente conscio.

Sembra tutto cosi’ semplice , ma basta una piccola cosa che rovini questo armonioso meccanismo che l’udito e’ disturbato o addirittura perso.
Questa mia riflessione e’ strettamente legata a due eventi che mi sono capitati questa settimana. L’emozione che ho provato al concerto di Annne Sophie Mutter che suonava i concerti di Mozart per violino e orchestra, dopo aver passato la mattinata con una persona che sta perdendo l’udito a causa di una malattia genetica e aver visitato una paziente sordo muta con la quale siamo riuscite a capirci tramite la scrittura, e’ stata incredibile. Queste due piccole esperienze per quanto semplici, mi hanno fatto realizzare nuovamente quanto sono fortunata e quante persone al mondo, o per un handicap o per un altro, non solo possono avere estreme limitazioni nel quotidiano, ma non possono neanche godere di una cosa che per noi e’ scontata come ascoltare un concerto.
Ringrazio quindi di cuore queste due magiche persone, il loro sorriso e la loro forza d’animo, che mi hanno accompagnato durante tutto il concerto regalandomi una gioia ancora piu’ profonda e del tutto nuova.
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