From Conception to Birth. One of the best video I have ever seen on Prenatal Development.
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Hypnobirthing: usare la mente durante il parto.
Paese che vai usanza che trovi. E adesso per il parto e la gravidanza ce n'e' davvero per tutti i gusti. Se gia' qualcuno pensava che parto in acqua e liane fossero all'ultimo grido, cosa dire dell hypnobirthing ?
Una sorta di ipnosi, di training autogeno per prepararsi al parto e viverlo nella maniera piu' tranquilla e naturale possibile.
Le adepte dell'hypnobirthing sono numerosissime in Ingilterra e in tutti paesi Anglosassoni.
Chi l'ha fatto sembra essere davvero entusiasta. Trovare pace nella mente e nel corpo perche' il parto avvenga senza sforzo, e secondo molte, con una notevole riduzione del dolore.
Ieri ho ascoltato solo qualche minuto di un MP3 di Hypnobirthing che un' amica sta utilizzando per prepararsi al parto : " You are the natural vehicle...." Solo la voce portava ad un 'altra dimensione.
La sequenza va ascoltata il piu' possibile cosi' da sapere automaticamente cosa fare e cosa VISUALIZZARE nel momento del bisogno e del dolore. E se il posto dove vi piacerebbe partorire e' una bella spiaggia alla Maldive alle ore del tramonto non c'e' niente di male.
La tecnica e' stata sviluppata da un ipnoterapista nel 1989 , M.Morgan sulla scia di un libro del Dr. Dock-Read sugli effetti del dolore durante il parto. La teoria ritiene che il 95% del dolore sia attribuilbile alla tensione e alla paura.
Un interessante forma di mind body medicine. Un training che viene fatto sulla mente che permette di avere un nuova percezione del parto, senza pero' togliere la consapevolezza del momento. La madre non e' ne' in uno stato di trans ne' dormiente.
Adesso se vedete entrare una mamma con cuffiette e Ipod in sala parto sapete perche ;-)!
Per maggiori informazioni
Mottershead N. Hypnosis: removing the labour from birth. Pract Midwife. 2006 Mar;9(3):26-7, 29.
http://birthhypnosis.net/
http://bakersfieldhypnobirthing.com/hypnobirthing/how-hypnobirthing-works/
http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1357023/As-NHS-launches-study-hypnobirthing-ask-Can-really-pain-having-baby.html
http://www.dailymail.co.uk/health/article-1356592/Mothers-taught-hypnotise-giving-birth-NHS-trial.html
Grazie Chiara!
An app a day can REALLY keep the doctor away?
In the past few months I have been reading a lot about new medical applications meant for patients.
A recent article on the The New york Times and the reportage on BBC are very interesting and explanatory.
These tools can be particularly helpful for chronic diseases like high blood pressure , diabetes and asthma. People are more interested in what is going on and seem to be more active, but can these apps really substitute the doctor?
The right answer is NO. To really optimize the use of these fantastic things, physicians should learn to use them too. They should be the one who suggest their patient to download them. In this way they will be able to monitor the condition of their patient and improve their overall health, not to speak about the time they would save.
Only in this way the patient becomes the real BOSS of his/her health.
Per saperne di piu' sui metodi anticoncezionali...
Oggi ho trovato questo sito interessante e divertente http://bedsider.org/methods che offre moltissime informazioni sui metodi anticoncezionali. Quali, come e quando utilizzarli? Chi non si e' mai fatto queste domande?
La Spirale va bene per chi ? E avete mai sentito parlare della Sponge?
![]() |
| Principali metodi Anticoncezionali |
Vale davvero una pena dare un occhiata....
Buona overview, manca pero' la probabilita' di rimanere incinta per ogni metodo (IMPORTANTISSIMA) e molte delle informazioni sono relative agli Stati Uniti. Alcuni di questi dispositivi infatti non vengono venduti in Italia.
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Detox 360, the home SPA. Una settimana nel segno della detossificazione a 360 gradi. Perche’ detox non vuol dire solo dieta!
La
parola detox va molto di moda. Ma funziona davvero?
Dieta
sana, esercizio fisico, tanta acqua, tisane per favorire la pulizia degli
organi, massaggi e fanghi drenanti.
Sebbene
un sistema detox , se equilibrato,
andrebbe adottato nella vita di tutti i giorni, prendersi una settimana
ogni tanto e concentrarsi sul proprio benessere psicofisico fa davvero bene.
Credo
che PSICOFISICO sia la parola giusta. Insieme al corpo
bisogna anche ripulire la mente.
La
settimana detox e’ adatta per chiunque, per chi si vuole sgonfiare o perdere
qualche chilo, per iniziare una dieta , per chi ha passato un periodo
stressante o birichino o per chi ha fatto largo uso di farmaci . Detox dovrebbe
riguardare ogni ambito della nostra vita, non c’e’ dubbio!
Allora
iniziamo a vedere l’approccio detox 360…
Detox
Diet
Prima
regola di Detox 360 e’ una Dieta
semplice. Si eliminano zucchero, latticini, frumento e carne. Tanta frutta
e verdura, riso , pesce e proteine vegetali. Oltre alla scelta degli alimenti
e’ importantissimo avere un ritmo regolare mangiare sempre alla stessa ora o
quasi, proprio come dei bambini. Solo in questo modo si regola anche il sistema
ormonale.
Durante
il giorno e’ importantissimo bere tanta acqua, almeno un litro e mezzo e
durante la giornata non farsi
mancare delle buone tisane per il fegato, reni.
Detox
relax
E’
molto importante coccolarsi un po’ non devono mancare due massaggi full body o
un trattamento di riflessologia plantare per riattivare l’energia degli organi. Un massaggio estremamente rilassante e che per la medicina Ayurvedica serve a riequilibrare il livello energetico e' il massaggio Abhyanga fatto con olii caldi. Questa puo' essere un ottima occasione per provarlo.
Detox
Exercise
Siccome durante i primi giorni il corpo
sta gia’ lavorando molto c’e’ la tendenza a sentrisi un po’ piu’ stanchi del
solito. Va bene fare esercizio
fisico, ma senza esagerare. Almeno
30 minuti al giorno di esercizio aerobico che puo’ essere una camminata veloce
, del Jogging al quale 3 volte alla settimana si deve aggiungere dello Yoga o
del Pilates.
Detox
Mind
Ma
la psiche? Allora ecco che insieme
allo Yoga e’ importante introdurre qualche minuto di meditazione.
In silenzio,
seduti con schiena dritta si a fa attenzione al respiro. Breath in and Breath
out. … 10 minuti al giorno. La mattina appena svegli e/o la sera prima di
andare a dormire. Allenare il muscolo della mente alla presenza mentale. Quanti
sono i giri vorticosi di pensieri che ogni giorno inquinano la nostra mente?
Detox
pelle
La
dieta detox 360 ha gia’ di per se un ottimo effetto sulla pelle ma perche’ non
aggiungere un trattamento specifico per ripulirle da impurita’ e ridarle una
nuova luce? Il quarto o il quinto giorno della settimana detox non puo’ mancare
una pulizia del viso. I trattamenti che si possono fare sono davvero
moltissimi, sara’ la vostra estetista di fiducia a raccomandarvi il migliore.
Oltre al trattamento specifico , Rezi , la mia facialist , mi ha mostrato i
trattamenti Sothys finalizzati alla detossificazione della pelle. Sono davvero
ottimi! Gli ho provati!
Per
una remis en forme ancora piu’ forte consiglio anche una purga o l’idrocolon
terapia. Un po’ estrema lo so , ma considerando tutto quello che si ingerisce
durante l’anno andare a pulire un po’ il colon non e’ pii forse cosi’
sbagliato!
Stanchezza
per i primi tre giorni, un po’ di mal di testa e tanta voglia di mandarmi a
quel paese. Rinascita invece dal 4 giorno dove ritornano forza ed energia.
Scompare la sensazione di gonfio,
la pelle risplende , si dorme benissimo e l’intestino si regolarizza.
Durante
il programma, 7 giorni possono sembrare lunghi , ma sono il minimo per riuscire
a vedere dei benefici e per entrare in una routine che possiamo portare avanti
nel tempo. Se insieme alla dieta vengono considerati tutti gli elementi
descritti precedentemente, la settimana puo ‘e diventare estremamente
piacevole, un modo per coccolarsi un po’. Non basta infatti la sola disciplina.
Detox
non vuol dire morire privazione, ma scegliere. Scegliere quello che fa bene al
nostro corpo, alla nostra energia e alla nostra mente.
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Henry Chenot
Quale la milgliore dieta per il 2012? Leggiamo cosa ne pensa Dott. Katz.
E' il momento dei buoni propositi del 2012 e con questi di nuove diete. Non potevo non postare uno degli ultimi articoli di Dr Katz sul report delle diete migliori.
Preventive Medicine
Column
January
6, 2012
Chewing
on the Best Diets
As you may
know, US News & World Report released a list of “best diets” (http://health.usnews.com/best-diet)
to coincide with the annual bumper crop of weight loss resolutions as the New
Year begins. I was privileged to
be one of the 22 judges.
I get the sense we agreed more than we
disagreed, and am fairly comfortable with most of the outcomes. We based our judgments of each of 25
diets in 7 different categories on published papers, on-line materials, and
personal clinical experience.
The
results were an endorsement of balanced, sensible approaches to weight
control. No diet based on a
gimmick, or on wild distortions of a healthful dietary pattern scored
well. Those diets that did score
well were generally conducive both to losing weight, and finding health. Big winners included Weight Watches, which
came in first for both weight loss and ease; and DASH, a diet developed at the
NIH for blood pressure control and since shown to confer other health
benefits. The Mediterranean diet,
and the low-fat, plant-based diet developed by my friend Dean Ornish, placed
highly as well.
However,
different diets did come in first for health, weight loss, diabetes, and heart
disease- and personally, I find that a bit silly. Weight loss, by healthy
means, is among the most important ways of reducing risk for diabetes and heart
disease. A diet that reduces
diabetes risk reduces heart disease risk.
A diet that reduces risk of heart disease and/or diabetes, two of the
leading public health perils of our time, is obviously good for health. A diet cannot be good for health unless
it reduces the risk of heart disease and diabetes.
I trust you see where this logic leads. A good diet is a good diet, period.
But is there a ‘best’ diet?
I have weighed in on that topic (http://www.huffingtonpost.com/david-katz-md/best-diets_b_950672.html),
and basically said- no. We have abundant evidence to support a basic theme of
healthful eating, and almost none to say which of the several reasonable
contenders (Asian, vegan, Mediterranean, etc.) is truly best.
That’s good, because it means we do have an
evidence-based theme of healthful eating- conducive to weight control- and
variations on that theme allowing for customization and the indulgence of your
personal preferences and priorities.
But let’s be clear, there IS a theme- and though
you are the boss, you abandon the theme at your potential peril. The fundamentals of the theme were
pithily captured by Michael Pollan with: “eat food, not too much, mostly
plants.”
Eating food means real food. Pronounceable food. If it glows in the dark, you probably
shouldn’t eat it. The longer the
shelf life of the product, the shorter the shelf life of the person eating the
product.
“Not too much” might seem like hard advice to
take, but quality control provides for quantity control. Many processed foods are of the
“betcha’ can’t eat just one” variety.
Wholesome foods- an apple, for instance- are of the “betcha’ won’t eat
than one” variety. In fact, I’ve
recently learned of a Mom who lost 115 lbs due almost entirely to use of the
NuVal (www.nuval.com) system in her
supermarket, and simply trading up to
more nutritious choices in each aisle. By addressing quality, quantity and weight mostly took care
of themselves.
Mostly plants is pretty straight-forward. An emphasis on plant foods is evident
in almost diets associated with both weight control and health, and is, into
the bargain, important for the health of the planet.
I
am a proponent of Weight Watchers; their programming clearly works for weight loss,
is sensibly aligned with healthful eating, and provides the structural support
many people need. I believe,
however, we can do even better- building skill power systematically to
facilitate lifelong health and weight control, while addressing the needs of
all family members at once. A program I have helped develop, Weigh Forward, is an
example. I also see opportunities
for customizing variations on the theme of weight control based on genetic
testing.
As
we size up best diets at the start of a new year, we can celebrate the winners-
but note that too many of us are still losing. A majority of adults in the US are overweight or obese. Our best efforts to date are not yet
good enough.
What
would truly be best is modifying the world- so that eating well and being
active simply prevailed. While
waiting for that change- or better, while working for it- the best diet is
bounded by considerations of not just losing weight, but finding health; not
just you, but your family; not just now, but lifelong. Stay within the bounds of the theme, and
shop the variations to find your best way forward in the New Year.
Il piacere di essere a Firenze. Alla prima del Maggio Musicale Fiorentino nel nuovo teatro dell'Opera.
"Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò."
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò."
Sulle note dell'Inno di Italia cantato dal coro del Maggio si inaugura il nuovo Teatro del Maggio Fiorentino, il teatro dell'Opera di Firenze. Come non essere felici dell'apertura di un nuovo teatro dedicato interamente alla musica? Come non essere orgogliosi di essere a Firenze proprio in una serata come questa? Non nascondo l'emozione mentre ascoltavo l'inno di Mameli.
Arrivo stranamente puntuale, curiosa, emozionata di varcare quel cancello . Un lungo viale, luci, tanta gente nel foyer. Il pubblico freme, la curiosita' di vedere questo teatro costruito in soli 2 anni e' tanta. La curiosita' di guardarsi intorno e incrociare lo sguardo di volti noti dello spettacolo.
Sebbene l'opera non sia ancora finita e manchino ancora numerosi dettagli, la sala e' bellissima, mi ricorda i teatri del nord europa, la Berliner, Sidney. Linee pulite, forma circolare, materiali semplici. Come a Berlino e' il legno a dominare. Quello stesso legno che viene utilizzato per la costruzione degli strumenti e che trasforma la vibrazione in suono. Sia visivamente che per l'acustica l'ambiente favorisce l'esperienza dell'ascolto, la concetrazione , l'entrare nella narrativa musicale, l'immergersi nella musica.
Il discorso del sindaco, Matteo Renzi, e' molto bello. Si parla della citta', dell' Italia e di come in un momento storico come questo sia importante investire sulla cultura. I ringraziamenti vanno davvero a tutti, anche e soprattutto agli operai che hanno lavorato notte e giorno per la realizzazione del teatro.
Poi il saluto di Zubin Mehta, il direttore dell'Orchestra , cittadino onorario di Firenze, che si augura che tutti i Fiorentini in tutte le vesti, in smoking, in jeans, bambini e anziani possano varcare la soglia del teatro nel 2012.
Un sfida? Sarebbe davvero bello. L'obbiettivo e' quello di un teatro vivo fatto di gente, emozioni e sogni che nacono dalle melodie di tutta la musica che verra' suonata all'interno di questo teatro.
Da amante della musica classica, non posso che augurarmi che sempre piu' persone possano apprezzare la musica e che possano emozionarsi o goire per l'appunto, ascoltando la nona di Beethoven con la quale si e' concluso il concerto.
"Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
wir betreten feuertrunken,
himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
was die Mode streng geteilt,
alle Menschen werden Brüder
wo dein sanfter Flügel weilt."
Tochter aus Elysium,
wir betreten feuertrunken,
himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
was die Mode streng geteilt,
alle Menschen werden Brüder
wo dein sanfter Flügel weilt."
In Etiopia con Engera. Guardare e vivere il mondo con una nuova prospettiva, quella di volontaria.
Foto di Filippo Bianco
Qualche anno fa avevo letto due libri molto belli "L'idea dell'India" di Moravia e "L'odore dell'india" di Pasolini . Entrambi in India, insieme, stesso identico viaggio, ma raccontato in due modi diversi. Ogni avventura puo' essere infatti vista da molteplici prospettive e decidere su cosa focalizzarsi puo' influenzare enormemente il nostro lettore. Quali le immagini, quali gli odori, quali sono i momenti che hanno reso un esperienza indimenticabile?
Sono tornata da qualche giorno da un viaggio/missione in Etiopia e questa è stata la mia prima riflessione. Mi trovo di fronte a due settimane così ricche ed intense che 'e difficile capire da dove iniziare e cosa raccontare .
"We ourselves feel that what we are doing is just a drop in the ocean,
but the ocean would be less because of that missing drop" Mother Teresa.
Qualche anno fa avevo letto due libri molto belli "L'idea dell'India" di Moravia e "L'odore dell'india" di Pasolini . Entrambi in India, insieme, stesso identico viaggio, ma raccontato in due modi diversi. Ogni avventura puo' essere infatti vista da molteplici prospettive e decidere su cosa focalizzarsi puo' influenzare enormemente il nostro lettore. Quali le immagini, quali gli odori, quali sono i momenti che hanno reso un esperienza indimenticabile?
Sono tornata da qualche giorno da un viaggio/missione in Etiopia e questa è stata la mia prima riflessione. Mi trovo di fronte a due settimane così ricche ed intense che 'e difficile capire da dove iniziare e cosa raccontare .
Basterebbero per l'appunto odori ed immagini. Odori forti, spesso acri quasi insopportabili.
Colori intensi,come quello della terra , il verde dei prati, la pelle degli Etiopi.
Visi espressivi, uomini e donne bellissimi. Giovani, ma nello stesso tempo vecchi. Pelle segnata dal sole e dalle intemperie. Occhi rovinati dal fumo delle capanne. Occhi che parlano da soli, dallo sguardo intenso che non hanno paura di fissarti. Sorrisi...
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| Pazienti in attesa di essere visitati |
La prima sosta a San Salvatore e' d'obbligo. San Salvatore e' un bel convento nel centro della citta'. La sosta serve per fare il rifornimento di medicine e a organizzare il materiale per i villaggi. Valigie enormi piene di vestiti da smistare. Kili e kili di farmaci da dividere. La farmacia dove ce li procuriamo e' un buco all'interno di un ospedale al quanto fatiscente. Aspettiamo ore ed ore che tutti i medicinali siano pronti. Contiamo ogni singola scatola. "The Bill" invece e' un mistero. Vista la lentezza penso che abbiano inviato la fattura al loro commercialista americano.
I monaci sono ospitali. Ci accolgono alla loro mensa. Chiacchieriamo con loro. Ammiro la loro calma e la loro fede. Piu' volte mi trovero' a parlare di religione e fede in questo viaggio.
Il giorno dopo partiamo per Endibir dove il gruppo si dividede per andare nei villaggi di Zizencho, Burat, Maganasse e Getche.
Io scelgo Zizencho. Il mio gruppo e' formato da Tommaso, Filippo e Annamaria. Fin dall'inizio entriamo in sintonia, l'accoppiata banker-pediatra sembra funzionare. Non vedo l'ora di rivedere Surahbila. Arriviamo al tramonto. Riusciamo a malapena a riorganizzare i farmaci nella clinica che inizia gia' a fare buio. L'odore del sangue insieme a quello di sudore dei pazienti di quella prima sera entra prepotentemente nelle nostre narici, e' indimenticabile.
La casa dove dormiamo e' piu' che semplice. Non c'e' elettricita' ne acqua calda.
Tutto questo rende l'avventura ancora piu' vera.
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| Bambini pronti a cantare l'inno nazionale prima della scuola. |
Le giornate a Zizencho si susseguono con estrema regolarita' . Colazione molto presto al mattino accompagnata dal coro dei bambini che cantato l'inno Etiope prima di entrare a scuola, un pranzo frugale e cena insieme alle suore. Non nascondo il divertimento a chiacchierare con Surahbila e ad ascoltarla mentre parla con Filippo. Pur nella sua veste di suora sa usare i suoi occhi molto bene.
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| Surhabila and Filippo |
Durante il giorno il lavoro alla clinca e' molto intenso.Vediamo circa 200 pazienti al giorno. La maggior parte casi sono semplici, malattie e condizioni patologiche spesso dovute alla mancanza di norme igieniche. Non sono mancate anche delle brutte emergenze, alcune davvero fra la vita e la morte, altre invece cose "curiose" mai viste prima.
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| Andrea e Filippo al lavoro |
Ci divertiamo a lavorare con il personale locale. Anche davanti a quella sofferenza riusciamo a sorridere e ridere insieme. E' incredibile vedere la loro preparazione e la loro voglia di fare pur lavorando e vivendo in condizioni cosi' difficili.
Una sera Filippo chiede a Surahbila dove trova la forza per affrontare tutto questo. Una donna indiana di 46 anni , una suora, sola in Africa in mezzo al nulla. La sua risposta e' DIO. La fede l'aiuta ad andare avanti, a credere nella sua clinica. Una fede che si sente, si respira. Una fede diversa fatta di azioni per il prossimo.
Disciplina , durezza e amore e' quello che leggo negli occhi di questa piccola donna. Per me lei e' altrettanto importante di tante CEO e manager. Lei e' al loro pari. Ma qual'e' il suo reward?
Disciplina , durezza e amore e' quello che leggo negli occhi di questa piccola donna. Per me lei e' altrettanto importante di tante CEO e manager. Lei e' al loro pari. Ma qual'e' il suo reward?
Gestisce una clinica, una scuola, ascolta i problemi della gente. Come infermiera si occupa delle emergenze, fa partorrire le donne.... Talvolta le sue terapie possono essere discutibili, ma chi siamo noi per giudicarla? Chi siamo noi uomini, medici e infermieri viziati per dirle cosa deve fare? Alla fine e' lei che rimane a Zizencho. Alla fine e' lei , piena di dolori che deve fare il conto con i suoi malati e con il suo bilancio.
La settimana e' stancante, ma la giornata si conclude sempre con il sorriso sulle labbra.
Il tempo vola. Eccoci di nuovo pronti alla partenza a caricare valigie su una jeep. Un abbraccio. Leggo negli occhi di Suhrabila e delle altre suore la speranza di rivederci. La nostra presenza e' importante anche per loro.
Pur creando caos e scompiglio so che portiamo un po' di novita' alla loro routine. Si divertono a chiacchierare con noi, a parlare di mondo , di sentimenti e di pettegolezzi. Alla fine anche loro sono umane.
A me invece cosa rimane? Direi entusiasmo e un senso di forza e coraggio molto profondi. Rispetto per chi e' qui e lavora ogni giorno, rispetto per il diverso. Un senso di gratitudine per quello che ho , ma anche per la possibilita' di aver vissuto quest' esperienza.
Sebbene ogni separazione sia sempre difficile , so che Zizencho mi rimarra' sempre nel cuore come so anche che l'avvventura e' appena iniziata . Sono ancora tante le cose che si possono fare per migliorare la situazione.
Un grazie particolare...
A tutto il gruppo di volontari di questa spedizione per il loro entusiasmo, aiuto e per non aver mai mollato!
Gruppo Engera Novembre 2011: Alberto Bani, Elio Filidei, Maria Paola Bolaffio, Francesca Becherucci, Andrea Cantisani, Federica Cardini, Tommaso Vergelli, Tommaso Bianconi, Massimo Lupi, Giulia Miccinesi, Giacomo Grassi, Rosa Santangelo, Ramona Possiedi, Lucia Canzian, Giulia Savasini, Annamaria Ceccarelli, Alessia Antonetti, Filippo Bianco, Valentina Vinante.
All'associazione Engera , a Francesco Silenzi e Giuseppe Indolfi, senza i quali non saremmo mai partiti. Grazie per il vostro supporto e per il vostro aiuto, ma soprattutto per crederci cosi' tanto.
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| Mattinata a scuola |
La settimana e' stancante, ma la giornata si conclude sempre con il sorriso sulle labbra.
Divertente ed interessante la domenica passata ad Endibir per la messa con il vescovo. Una messa lunghissima in cui si alternavano cantilene in amarico e le voci giovani e gioiose dei cori della diocesi. Poi il pranzo alla casa del vescovo. Mi metto subito a parlare con le suore che gestiscono l'ospedale di Attat e Wallisso. Parliamo dei loro progetti per le madri. Loro sono suore diverse senza velo con piu' di 30 anni di esperienza in Etiopia. Mi raccontano la loro storia, le loro esperienze.
Viaggiare significa anche questo, ascolatare le persone che si incontrano durante il cammino.
Incontri strani che si fanno anche nei villaggi durante le passeggiate pomeridiane, uno dei piu' bei momenti della giornata. Bambini curiosi, donne , uomini a cavallo... E poi quel pizzico di avventura data da una delle piu' violenti grandinate che abbia mai visto.
Il tempo passa velocemente , il gruppo e' compatto e divertente. Si aggiunge anche un terzo dottore, Andrea. E' impossibile non ridere alle sue battute.Incontri strani che si fanno anche nei villaggi durante le passeggiate pomeridiane, uno dei piu' bei momenti della giornata. Bambini curiosi, donne , uomini a cavallo... E poi quel pizzico di avventura data da una delle piu' violenti grandinate che abbia mai visto.
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| The Zizencho Team: Vale, Annamaria, Andrea, Filippo, Tommaso |
Il tempo vola. Eccoci di nuovo pronti alla partenza a caricare valigie su una jeep. Un abbraccio. Leggo negli occhi di Suhrabila e delle altre suore la speranza di rivederci. La nostra presenza e' importante anche per loro.
Pur creando caos e scompiglio so che portiamo un po' di novita' alla loro routine. Si divertono a chiacchierare con noi, a parlare di mondo , di sentimenti e di pettegolezzi. Alla fine anche loro sono umane.
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| Suore di Zizencho |
A me invece cosa rimane? Direi entusiasmo e un senso di forza e coraggio molto profondi. Rispetto per chi e' qui e lavora ogni giorno, rispetto per il diverso. Un senso di gratitudine per quello che ho , ma anche per la possibilita' di aver vissuto quest' esperienza.
Sebbene ogni separazione sia sempre difficile , so che Zizencho mi rimarra' sempre nel cuore come so anche che l'avvventura e' appena iniziata . Sono ancora tante le cose che si possono fare per migliorare la situazione.
Un grazie particolare...
A tutto il gruppo di volontari di questa spedizione per il loro entusiasmo, aiuto e per non aver mai mollato!
Gruppo Engera Novembre 2011: Alberto Bani, Elio Filidei, Maria Paola Bolaffio, Francesca Becherucci, Andrea Cantisani, Federica Cardini, Tommaso Vergelli, Tommaso Bianconi, Massimo Lupi, Giulia Miccinesi, Giacomo Grassi, Rosa Santangelo, Ramona Possiedi, Lucia Canzian, Giulia Savasini, Annamaria Ceccarelli, Alessia Antonetti, Filippo Bianco, Valentina Vinante.
All'associazione Engera , a Francesco Silenzi e Giuseppe Indolfi, senza i quali non saremmo mai partiti. Grazie per il vostro supporto e per il vostro aiuto, ma soprattutto per crederci cosi' tanto.
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Un tocco di Parigi a Firenze.... The Florence Florentines love.
Camminare per le stradine e i vicoli di Firenze e' davvero un piacere, soprattutto a Dicembre con il profumo di caldarroste e quando la citta' e' piena di luci.
In questo periodo ho adocchiato dei negozietti molto carini. Piccoli spazi decorati con estrema cura dove ogni singolo prodotto e' stato scelto perche' piace prima di tutto alla proprietaria. Gioielli carinissimi, biancheria intima divertente, vestitini e giacche che non vedono l'ora di essere indossate.
Cose diverse, che entrano finalmente in questo universo fiorentino. Sembra di essere a Parigi... O quasi! Dall'appendiabiti in cotone alla scelta dei colori delle pareti, e perche' no, mentre si prova qualcosa si puo' prendere anche un buon caffe'.
Primo della lista il Cortile in via dei Serragli. Le decorazioni all'ingresso invitano gia' ad entrare.
Hanky Panky, Kristina T, borse fantastiche e creme con fragranze molto delicate. Un piccolo concept store fatto per chi ha voglia di essere diversa, senza rinunciare a qualita' e raffinatezza.
A pochi metri di distanza invece Prive' in via di Santo Spirito. Anche qui si possono trovare dei capi fatti a mano o di designer di nicchia. Cappelli divertentissimi, collane, giacche e abiti fatti di stoffe molto divertenti. Ottimo anche per trovare qualche regalino di Natale.
Uno dei miei e' il mondo di Luca Rafanelli in via dei Serragli.
Entrare nel suo laboratorio significa entrare in un universo magico fatto di oggetti e mobili che nascondono spesso delle storie bellissime.
Armadi, sedie, lambade... Luca e sua moglie decorano gli ambienti creando un'armonia particolare. Le loro vetrine non passano mai inosservate . Impossibile non trovare un oggetto curioso, da un piccolo mobiletto da dentista a vecchi armadi usati dai fiorai. Tutto restaurato con colori eleganti , rispettando l'anima dell'oggetto. Una vera e propria galleria dove e' d'obbligo entrare anche solo per prendere inspirazione....
La lista dei posti magici del Diladdarno non e' finita. Basta camminare intorno a Santo Spirito per scoprirne altri. Stampe, coralli, i magici gioielli di Angela Caputi, vestiti e mantelline fatte a mano. Piccoli negozi di artigiani perfetti per trovare regali di natale curiosi e carini! Firenze e' anche questo.
In questo periodo ho adocchiato dei negozietti molto carini. Piccoli spazi decorati con estrema cura dove ogni singolo prodotto e' stato scelto perche' piace prima di tutto alla proprietaria. Gioielli carinissimi, biancheria intima divertente, vestitini e giacche che non vedono l'ora di essere indossate.
Cose diverse, che entrano finalmente in questo universo fiorentino. Sembra di essere a Parigi... O quasi! Dall'appendiabiti in cotone alla scelta dei colori delle pareti, e perche' no, mentre si prova qualcosa si puo' prendere anche un buon caffe'.
Primo della lista il Cortile in via dei Serragli. Le decorazioni all'ingresso invitano gia' ad entrare.
Hanky Panky, Kristina T, borse fantastiche e creme con fragranze molto delicate. Un piccolo concept store fatto per chi ha voglia di essere diversa, senza rinunciare a qualita' e raffinatezza.
A pochi metri di distanza invece Prive' in via di Santo Spirito. Anche qui si possono trovare dei capi fatti a mano o di designer di nicchia. Cappelli divertentissimi, collane, giacche e abiti fatti di stoffe molto divertenti. Ottimo anche per trovare qualche regalino di Natale.
Uno dei miei e' il mondo di Luca Rafanelli in via dei Serragli.
Entrare nel suo laboratorio significa entrare in un universo magico fatto di oggetti e mobili che nascondono spesso delle storie bellissime.
Armadi, sedie, lambade... Luca e sua moglie decorano gli ambienti creando un'armonia particolare. Le loro vetrine non passano mai inosservate . Impossibile non trovare un oggetto curioso, da un piccolo mobiletto da dentista a vecchi armadi usati dai fiorai. Tutto restaurato con colori eleganti , rispettando l'anima dell'oggetto. Una vera e propria galleria dove e' d'obbligo entrare anche solo per prendere inspirazione....
La lista dei posti magici del Diladdarno non e' finita. Basta camminare intorno a Santo Spirito per scoprirne altri. Stampe, coralli, i magici gioielli di Angela Caputi, vestiti e mantelline fatte a mano. Piccoli negozi di artigiani perfetti per trovare regali di natale curiosi e carini! Firenze e' anche questo.
Dedicato a tutti i trentenni...
Dopo piu' di due settimane di assenza per un bellissimo viaggio in missione in Etiopia eccomi qui, di nuovo davanti a questo computer. Avrei cosi' tanto da scrivere su quello che ho visto , sentito, provato. Emozioni forti, gioia , divertimento e tanta sofferenza.
Voglio pero' aprire la mia rubrica di dicembre con una riflessione /poesia che mi ha mandato un amico ieri sera dopo una lunga e bellissima chiacchierata.
Una poesia dedicata a tutti trentenni o quasi. A chi si sta godendo questa bellissima fascia di eta' o a chi deve ancora provare l'ebbrezza di questo momento. Just enjoy....
Oriana Fallaci
Grazie Nico!
Voglio pero' aprire la mia rubrica di dicembre con una riflessione /poesia che mi ha mandato un amico ieri sera dopo una lunga e bellissima chiacchierata.
Una poesia dedicata a tutti trentenni o quasi. A chi si sta godendo questa bellissima fascia di eta' o a chi deve ancora provare l'ebbrezza di questo momento. Just enjoy....
"Io mi divertivo ad avere trent'anni, io me li bevevo come un liquore i trent'anni. Sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatre, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perche' sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l'angoscia dell'attesa, e non è cominciata la malinconia del declino. Perché siamo lucidi, finalmente, a trent'anni! Se siamo religiosi, ...siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se c'incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. E' viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un po' ansimanti e tuttavia freschi. Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna."
Oriana Fallaci
Grazie Nico!
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